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Nel 2012, durante i lavori di pulizia e manutenzione che l’associazione effettuava all’antico cimitero degli inglesi di Livorno volontariamente fin dal 2009, sono stati ritrovati i tre frammenti marmorei di un ritratto a medaglione presso la tomba del parlamentare britannico Francis Horner. Le ricerche preliminari hanno permesso di identificare la scultura con quella eseguita da Sir Francis Chantrey su commissione del fratello del defunto, Leonard Horner, tra il 1818 e il 1820 e destinata al monumento sepolcrale dello Horner.

L’antico cimitero degli inglesi di Livorno

L’antico cimitero degli inglesi di Livorno rappresenta uno dei cimiteri storici più particolari ed importanti, certamente per Livorno e la Toscana, ma più in generale per l’Italia ed il Mediterraneo. Finora essenzialmente trascurato dalla storiografia, ha subito, nel tempo, numerose ingiustizie, in parte legate alla poca attenzione verso i cimiteri, tipicamente italiana, ed in parte legate alle vicende storico-urbanistiche di Livorno. Chiuso dal 1839, è stato lentamente abbandonato dalla comunità britannica di pari passo con la scomparsa della Nazione. Bombardato durante la seconda guerra mondiale, fu “restaurato” sommariamente nel dopoguerra e definitivamente soffocato dalle costruzioni che sono sorte intorno, in ultimo il Parcheggio Odeon. L’assenza di una documentazione archivistica locale facilmente reperibile ha alimentato numerose e strampalate ipotesi sulle sue origini fino a che l’associazione Livorno delle Nazioni ha rintracciato il documento principe che stabilisce la sua fondazione al 1644-1645. Questa datazione, che anticipa di quasi cento anni la data comunemente nota del 1737, rende il cimitero di Livorno il più antico del suo genere in Italia e il più antico ancora esistente nel bacino del Mediterraneo. Nei quasi 200 anni di attività vi sono state erette oltre 500 tombe appartenenti a persone provenienti da una decina di nazioni diverse; tra esse vi sono mercanti, marinai, politici, scrittori, poeti, nobili, ministri del culto, viaggiatori… Lo stile dei monumenti spazia dal barocco al neoclassico, comprendendo tombe di ogni genere, dalle piccole steli verticali ai grandi monumenti ricchi di simbologie funebri pagane, alle straordinarie tombe “a tumulo” mutuate dalla cultura ebraica sefardita, di cui il cimitero degli inglesi di Livorno sembra essere l’unico esempio al di fuori dei cimiteri ebraici.

La tomba monumentale di Francis Horner e il ritratto a medaglione

Francis Horner venne sepolto nell’antico cimitero degli inglesi di Livorno l’11 febbraio 1817, tre giorni dopo la sua morte a Pisa durante i quali il Dott. Andrea Vaccà Berlinghieri aveva eseguito l’autopsia, riscontrando una rara malformazione dei polmoni. Alla cerimonia funebre, celebrata dal reverendo Thomas Hall, parteciparono numerose persone tra le quali la futura moglie di Jean Charles Sismondi, Jessie Allen, accompagnata dalla propria famiglia. L’inumazione avvenne nella zona sud-est del cimitero, in un’area scelta dal fratello Leonard Horner. Il sepolcro venne coperto con una semplice lapide che sarebbe poi stata sostituita, a spese del padre, da un grande monumento marmoreo progettato da Sir Henry Englefield. La tomba, in stile neoclassico, fu costruita come un sarcofago antico; oltre alla doppia iscrizione in inglese e latino, presentava anche un medaglione col ritratto del defunto in dimensioni reali. Il medaglione era stato commissionato dal fratello Leonard allo scultore Sir Francis Chantrey nel 1818 e terminato nel 1820. La tomba divenne ben presto una delle più celebri del cimitero e numerosi visitatori contemporanei testimoniarono lo sbalorditivo realismo del ritratto. Presumibilmente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, la tomba è oggi in condizioni di notevole degrado: il coperchio è quasi interamente crollato, l’interno, ormai esposto, è stato ricoperto dalla vegetazione, le iscrizioni hanno subito il furto degli inserti metallici mentre il medaglione, finora ritenuto anch’esso rubato o disperso, è stato ritrovato spezzato in tre parti nei pressi del monumento stesso. L’associazione ha immediatamente segnalato il ritrovamento alla Soprintendenza di Pisa e alle due studiose che hanno in passato trattato l’argomento: le prof.sse Cinzia Maria Sicca dell’Università di Pisa e Alison Yarrington, Presidente dell’Association of Art Historians. È stato poi raggiunto un accordo col Comune di Livorno, d’intesa col Consolato Britannico di Milano  e la Ven. Arc. della Misericordia di Livorno, per il trasferimento temporaneo dell’opera presso il Museo Civico Fattori, in attesa di un auspicabile restauro.

Francis Horner (Edimburgo 1778- Pisa 1817)

Uomo politico e studioso di economia; avvocato e deputato nel Parlamento Britannico dal 1806, divenne uno dei maggiori rappresentanti del partito Whig, opponendosi al monopolio commerciale della Compagnia delle Indie Orientali e all’introduzione delle Corn Laws, ovvero quella serie di provvedimenti protezionistici introdotti nel 1815 che imponevano dazi sull’importazione di derrate agricole nel Regno Unito. Fu convinto sostenitore dell’abolizione della schiavitù e denunciò alcuni casi emblematici di sfruttamento del lavoro minorile nelle fabbriche inglesi (su questo punto si impegnò assiduamente il fratello Leonard che venne pubblicamente ringraziato da Karl Marx nel Capitale).

Sono noti il suo impegno a favore dell’emancipazione dei cattolici e la stima che di lui ebbe Ugo Foscolo, che pubblicò una traduzione dei suoi discorsi parlamentari.

A causa della sua costituzione fragile, i medici gli consigliarono di passare l’inverno del 1816 in Italia, dove si recò nel novembre di quell’anno, ma la malattia, ormai in stato avanzato, lo uccise a Pisa nel febbraio successivo. Del trasporto del cadavere al cimitero protestante inglese di Livorno si occuparono il fratello Leonard insieme alla famiglia di Jessie Allen.

Sir Francis Chantrey (Norton 1781- Londra 1841)

Pittore e disegnatore, divenne uno dei massimi scultori inglesi della prima metà dell’Ottocento. Si affermò a Londra per i suoi busti-ritratto, caratterizzati da acutezza psicologica e precisione realistica.

Gli diedero fama le statue di celebri personaggi come Giorgio IV, Lord Melville, George Washington, William Pitt, James Watt e il duca di Wellington. Fra le sue opere più famose si ricordano i monumenti di Mariamne Johnes, di David Pike-Watts a Ilam, della duchessa di York a Weybridge, di Lady Vernon a Hanbury (Worcester) e dell’arcivescovo Stuart in Armagh. Notevoli anche le statue di Sir Joseph Banks nel Museo di storia naturale di Londra, dello stesso Francis Horner nell’Abbazia di Westminster e di Cyril Jackson nella Christ Church di Oxford. Il suo busto più bello è forse quello del grande scrittore Sir Walter Scott.

Chantrey è anche importante per il lascito testamentario che fece alla Royal Academy per l’acquisto di opere d’arte britanniche al fine di costituire una collezione nazionale. Questo fondo ha permesso l’acquisizione di centinaia di opere pittoriche e scultoree oggi conservate nella Tate Gallery di Londra.

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Links agli articoli pubblicati sulla stampa:

Corriere della Sera – The Telegraph – The Guardian – The Guardian (cartaceo) – Il Tirreno – La Nazione

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