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Cento anni fa, oggi, venne inaugurato il “Seamen’s Institute” di Livorno, anche detto Ricreatorio per i marinai britannici, “alla presenza dell’ambasciatore britannico presso il Re d’Italia Sir Rennell Rood, e dell’addetto navale britannico in Italia, capitano Boyle e numerosissimi invitati”, come ci rivela la Gazzetta Livornese del 4 dicembre 1913.

L’articolo prosegue: “…l’ingresso al Ricreatorio sarà libero al pubblico per oggi e domani ed in tali giorni, dalle 15 alle 22, si svolgerà una Fiera a beneficio dell’Istituto medesimo – fiera benissimo organizzata e con numerosi e ricchi premi – ed alla quale, siamo certi, i livornesi accorreranno numerosissimi. Nella sala dei concerti del Ricreatorio è stato eseguito da numerose signorine e signorini della colonia inglese ed italiana un caratteristico, grazioso e suggestivo ballo inglese: il «may-pole» – la danza del palo di maggio – che è riuscita una gradita novità per molti livornesi.”

Alcuni giorni prima la Gazzetta Livornese aveva dedicato un lungo trafiletto in prima pagina alla visita dell’Istituto, “eretto in piazza del Villano”:
“Fino da assai prima del 1840 – quando non era permessa la fondazione di istituti simili – i marinai inglesi erano assistiti e protetti in tutti i loro bisogni da un cappellano che si recava a visitarli a bordo dei piroscafi sui quali erano imbarcati, e dove celebrava le funzioni religiose. Poi, con l’andar dei tempi, le prima basi di un ricreatorio – assai modeste sul principio – furono gettate: furono aperte sale a tale scopo, prima in un fabbricato nel Molo Mediceo, nel punto dove sorge la fabbrica dell’Antimonio; poi, in via San Sebastiano, fino a quando con i fondi esistenti e con la vendita anche della chiesa inglese di via degli Elisi, fu potuto attuare il grande sogno agognato dal cappellano e specialmente dal signor Giorgio Henderson, che si occupò di tutte le pratiche inerenti all’acquisto dell’area, alla costruzione, ed all’arredamento del ricreatorio. Il fabbricato di questo, veramente bello ed armonioso nelle sue linee, è stato costruito, usufruendo di parte delle nostre vecchie mura fortilizie, dietro indicazioni del signor Henderson, sopra i disegni ed i piani dell’ing. Torello Macchia [autore, fra l’altro, della Chiesa del Sacro Cuore dei Salesiani e della trasformazione in cinema del vecchio Teatro degli Avvalorati, NdR] dalla impresa Carlo Frediani. Esso sorge precisamente nell’area della piazza del Villano, e lo stile della costruzione è appunto dell’epoca: fiorentino del 1400.
Su la facciata, è scavata una nicchia nella quale – nel punto preciso dove prima sorgeva – sarà posta la statua del Villano: sopra di questa, una lapide ricorderà la gesta del villano livornese ed in un medaglione sarà raffigurata la caravella medicea.
Dinanzi alla nicchia, una cancellata in ferro battuto; sulla facciata, in alto fra le basi dei merli, gli stemmi delle linee di navigazione inglesi che frequentano il porto di Livorno, e delle città dalle quali i piroscafi di quelle linee provengono. Vi sono, alternati, anche stemmi di alcune città italiane, tra i quali quello di Livorno.
Più in basso, in cemento, modellati con fedeltà e con arte da Alfredo Banchelli, gli stemmi reali della Gran Bretagna e delle parti che la compongono: cioè d’Inghilterra, d’Irlanda e di Scozia.
Nella parte del fabbricato riservata alla Chiesa ed alla abitazione del cappellano, il rev. Peter Wilson – che tanto si è occupato, insieme al signor Henderson, per condurre a buon fine il nobile progetto – sono, in cemento, altri stemmi della Chiesa presbiteriana sotto la quale il benefico Istituto trova protezione.
La chiesa e l’abitazione hanno ingresso separato, in via Sant’Antonio. L’ingresso al Ricreatorio è in via del Giardino: a destra di chi entra, è un ampio salone per conferenze e concerti: una lapide ricorda l’opera benefica del signor J. Thomson Henderson, zio del signor Giorgio, morto nel 1885, pochi giorni innanzi della inaugurazione della prima sede del Ricreatorio, per il quale egli tanto aveva operato.
Questo salone comunica con la chiesa, semplice, severa e ad un tempo imponente: una tavola marmorea ricorda il reverendo dott. Robert Walter [Stewart (1812-1887)] che fu pastore della Chiesa presbiteriana di Livorno dal 1845 al 1887, e che, durante la sua lunga permanenza nella città nostra, si adoperò alacremente, insieme ai signori Henderson e ad altri signori della colonia inglese, per la fondazione dell’Istituto.
A sinistra un’ampia sala di ginnastica dedicata al signor Robert C. Henderson, ed una libreria, nella quale saranno pure conservati i ricordi storici della Missione.
Al mezzanino, oltre alla abitazione del custode, sono dormitori per i marinai convalescenti od eventualmente disimpiegati, per la qual cosa, come da accordo intervenuto fra il Consolato britannico in Livorno ed il Governo inglese, quest’ultimo sussidia l’Istituto. Sono pure nel Ricreatorio sale di lettura, di scrittura e di biliardo e sale da bagno per i marinai.
Al piano nobile, sono l’abitazione del Pastore, ammobiliata con lusso austero, un dormitorio per le signore degli ufficiali che non vogliono rimanere a bordo; sale di lettura e di scrittura ed una magnifica sala da biliardo per gli ufficiali.
Sopra al fabbricato è un’ampia terrazza dalla quale si gode una incantevole vista del mare e di tutto il nostro porto.
Tutto il Ricreatorio è illuminato a luce elettrica ed è riscaldato da numerosi caloriferi. Il benessere, la pace, la calma serena dell’animo vi spirano in ogni parte; l’igiene vi è curata in modo savio e compiuto.
Il «sogno» – lungamente disiato – non poteva aver migliore realizzazione, e noi ce ne congratuliamo nuovamente, da queste colonne, con l’egregio signor Giorgio Henderson e con i suoi coadiuvatori, salutando in loro l’ottima, operosa colonia britannica che Livorno ha l’onore di ospitare.”

Nel 1935 l’Istituto fu messo in pericolo dai nuovi progetti per la città che ne prevedevano l’espropriazione e la demolizione. Il destino del Seamen’s Institute era comunque segnato: i bombardamenti alleati del 1943 lo ridussero infatti ad un guscio vuoto semidistrutto. I rapporti ufficiali inglesi dell’epoca riferiscono di una possibile ricostruzione che non avvenne mai ed oggi ci rimane solo la memoria di questo altro pezzetto della Livorno delle Nazioni che è andato perduto.

L’associazione Livorno delle Nazioni ringrazia il Dr. Roberto Riu per averci ricordato di questo anniversario. Proseguiremo l’opera di studio e ricerca su questo edificio ed istituzione nell’ottica di ricostruirne la storia e gli avvenimenti. Ci si augura che si possa anche giungere all’apposizione di una lapide e di un cartello che ne ricordi l’esistenza sia ai numerosi turisti che giungono in visita nella nostra città che ai nostri concittadini.

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